Teatro Grassi
Elogio della vita a rovescio, titolo preso in prestito da un saggio di Karl Kraus, è una prima produzione attorno all’opera della scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024. Il progetto biennale ha portato, nel 2024, alla messa in scena del suo capolavoro, La vegetariana.
Elogio della vita a rovescio si concentra su uno dei rapporti più raccontati da Han Kang nei suoi libri: quello tra sorelle. Non solo nel più conosciuto La vegetariana, ma anche in Convalescenza e nel Libro bianco, dove si rivela, ogni volta attraverso trame diverse, la potenza di questo legame.
In scena vediamo solo la sorella che crede di essersela cavata, quella che «fin da bambina aveva posseduto quell’innata forza di carattere necessaria a farsi strada nella vita. Come figlia, come sorella maggiore, come proprietaria di una attività, perfino come passeggera in metropolitana nel più breve dei tragitti, aveva sempre fatto del suo meglio». L’osmosi tra le due sorelle è una corrente infinita, che ribalta concetti come quelli di salute, consapevolezza, giustezza delle scelte e l’elogio della vita a rovescio è il riconoscere che l’altra, la sorella, quella strana, quella crepata, quella che ci ha lasciato, ci sta lasciando, se ne è andata, ha fatto quello che ha fatto anche per noi.
Sullo sfondo incessante, la violenza delle relazioni domestiche. Anche le più apparentemente innocue. E sullo sfondo dello sfondo, la violenza del mondo.
Un progetto di Daria Deflorian
condiviso con Giulia Scotti
liberamente ispirato all’opera di Han Kang
collaborazione alla drammaturgia Andrea Pizzalis
Durata: 1 ora senza intervallo
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