In scena tre grandi attori, Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato, esempi di eleganza recitativa, stile, profondità del sottotesto, raffinatezza di movenze.
Intorno a loro, nella forma di ologrammi tridimensionali, piccoli uomini e donne alti cinquanta centimetri, gli altri personaggi dell’opera, perennemente affannati nello scoprire una verità fittizia: ristretta è la loro sfera d’azione, ristretto il loro metro di giudizio, ristrette le questioni di cui si occupano.
Con un uso sapiente di luci e ombre, la regia di Geppy Gleijeses evoca un senso d’inquietudine e mistero perfettamente in linea con lo spirito del testo, crea un ambiente rarefatto in cui i personaggi si muovono come figure evanescenti, pronte a dissolversi nel nulla, in un gioco di specchi e riflessi effimero e illusorio proprio come le verità che i protagonisti cercano inutilmente di svelare.
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