Ispirato dalla cronaca, il testo lucido e imparziale di Pauline Peyrade – enfant prodige della drammaturgia francese – racconta di una ragazzina poco più che bambina, abusata da un amico di famiglia. Riconosciuta consenziente dal tribunale francese, diventata donna, decide di farsi giustizia da sola.
Due piani temporali e un continuo ribaltamento dei ruoli fra vittima e carnefice aumentano la tensione e il confronto tra le due differenti violenze.
Con un linguaggio diretto e forte, i due attori si fanno ora adolescenti, ora adulti ed evocano, attraverso la parola e pochi elementi scenici, la dinamica di una storia atroce in cui le tinte si fanno sempre più pulp. E gli spettatori si trovano a spiare questa ruota infernale, senza vincitori, specchio di una società che ha fallito clamorosamente.
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