Al sud Italia, i collaboratori di giustizia, i pentiti, vengono chiamati “cantanti”. Il termine “cantare” si associa all’atto di confessare, di rivelare qualcosa, proprio come fa un pentito quando decide di collaborare con la giustizia e raccontare i segreti della propria famiglia mafiosa. Cantanti è il racconto di un’epoca, uno spaccato, una ferita che ha lasciato segni indelebili, un problema mai risolto, un problema radicato in un tessuto sociale e culturale con cui tutti, in modo diretto o indiretto, sono scesi a patti: cittadini, funzionari, magistrati. Cantanti è guardare quel mondo da un altro punto di vista, quello dei pentiti o collaboratori di giustizia. È pentimento quello che spinge le mafie a “cantare”? O un compromesso?
La storia si ispira alla vita dei fratelli Brusca e ad altri “cantanti” che dagli anni ’80 a oggi scelgono la via della collaborazione e del pentimento. In scena due attori, li osserviamo nella loro crescita, nella sfera privata e nella sfera “professionale”. Lo spettacolo rende materiale di scena la legge del 15 marzo 1991, n. 82, ne analizza i termini con una volontà fortemente creativa, senza risparmiare l’idea di poter appellarsi alla voce di un popolo che chiede, da sempre, giustizia, giustizia vera.
La scrittura teatrale di Mario Gelardi, che si è avvalso della collaborazione di nomi del calibro di Roberto Saviano, Roberta Cafiero e Giuseppe Vigolo, si alimenta di fatti realmente accaduti, volendoli tuttavia aprire a nuove vedute poetiche, tra queste, il canto.
Spettacoli finalisti della V edizione di Over – Emergenze Teatrali, rete nazionale
a cura di Argot Produzioni, in collaborazione con Nest Napoli est Teatro, FTT –
Fertili Terreni Teatro e PimOff.
A seguito di ogni spettacolo incontro con le compagnie.
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