Dal teatro al cinema e ritorno: il testo di Peter Shaffer, portato al successo dal film di Miloš Forman, approda nuovamente sul palcoscenico dell’Elfo.
La storia (o meglio la leggenda) è nota: Antonio Salieri, maturo e affermato musicista, avvelena per invidia il giovane genio Mozart. «D’ora in poi – rivendica – quando gli uomini pronunceranno con amore il suo nome, pronunceranno anche il mio con odio!». Uno spettacolo dalla temperatura contemporanea e dalla leggerezza mozartiana, dove «ogni elemento concorre a creare ciò che deve essere una regia. Un incanto che pare naturale, che rapisce lo spettatore e lo porta nell’azione senza che questi se ne accorga».
Un sogno tragicomico che assume i contorni allucinati di un incubo, travolgendo inesorabilmente tutti i personaggi. Musicisti, cantanti, nobili e dignitari della corte di Giuseppe II vestono i sontuosi costumi di Antonio Marras facendoci rivivere un Settecento immaginario e provocante. Una compagnia dai ritmi perfetti, protagonisti l’indimenticabile Ferdinando Bruni/Salieri, che trasforma in un istante corpo e voce dalla vecchiaia alla giovinezza e l’eccellente Daniele Fedeli nei panni di Mozart, sfrontatamente animato dal genio.
costumi Antonio Marras
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