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The boys in the band

Pride on stage all'Elfo Puccini

19

Giugno

Sinossi

In un appartamento su due piani all’altezza della 50th a New York un gruppo di amici omosessuali ha organizzato una festa di compleanno per Harold, che compie 32 anni.
La storia comincia con l’arrivo a casa di Michael, il padrone di casa, di Donald e via via degli altri invitati, Larry, Hank, Bernard e Emory.
A sorpresa, però, si presenta anche Alan, un vecchio amico dei tempi del college di Michael, a New York pe r lavoro, che dice di aver disperata necessità di parlare con lui. Alan rimane coinvolto, suo malgrado, in un crescendo di bevute, screzi, battute pesanti che culminano con l’arrivo di un giovane midnight cowboy – una marchetta assoldata come regalo di compleanno – e infine di Harold, il festeggiato. Ed è proprio quando l’atmosfera si è fatta elettrica che Michael costringe tutti i convenuti a partecipare a un gioco che si rivela brutale per molti di coloro che vi prendono parte. Ma non sarà lui ad essere il vincitore della serata.
The boys in the band è una opera teatrale del commediografo americano Mart Crowley, andata in scena per la prima volta al Theatre Four di New York il 14 aprile 1968, rimanendo in cartellone per 1.001 repliche sino al 6 settembre 1970.
Viene considerata una pietra miliare nella storia del teatro, perché è stata la prima commedia a tematica gay scritta per il grosso pubblico.
Per capire la portata del successo dei Boys non si dimentichi che stiamo parlando della fine degli anni Sessanta e che il movimento omosessuale americano non avrebbe iniziato le proprie battaglie che l’anno successivo, nel 1969, in seguito ai disordini alla Stonewall Inn di New York.
Nel 1970 la commedia fu portata sul grande schermo dal regista William Friedkin, utilizzando il cast originale di Broadway. In Italia il film debuttò nell’ottobre del 1970 con il titolo Festa di compleanno per il caro amico Harold.

Altre informazioni

Traduzione e adattamento di Giorgio Bozzo
Costumi di Nadia Gozzini
Disegno luci di Giorgio Bozzo e Stefano Fronzi
Scenografia realizzata da Opificio Creativo
Grafica della locandina di Stefano Dosa
Una produzione The Singing Family

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