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La tempesta

03

Ottobre
Piccolo Teatro Strehler
Date disponibili
15 novembre 2022
16 novembre 2022
17 novembre 2022
18 novembre 2022
19 novembre 2022
20 novembre 2022
22 novembre 2022
23 novembre 2022
24 novembre 2022
25 novembre 2022
26 novembre 2022
27 novembre 2022

Sinossi

Dopo i trionfi di Macbettu – la versione recitata in sardo della tragedia scozzese di Shakespeare, Premio Ubu come spettacolo dell’anno –, Alessandro Serra torna ad accostarsi all’opera del Bardo, dichiarando ad Antonio Moresco: «Ne La tempesta il sovrannaturale si inchina al servizio dell’uomo, Prospero è del tutto privo di trascendenza, eppure con la sua rozza magia imprigiona gli spiriti della natura, scatena la tempesta, e resuscita i morti. Ma sarà Ariel, uno spirito dell’aria, ad insegnargli la forza della compassione, e del perdono. Su quest’isola-palcoscenico tutti chiedono perdono e tutti si pentono a eccezione di Antonio e Sebastiano, non a caso gli unici immuni dalla bellezza e dallo stato di estasi che pervade gli altri. Il fatto che Prospero rinunci alla vendetta proprio quando i suoi nemici sono distesi ai suoi piedi, ecco questo è il suo vero innalzamento spirituale, il sovrannaturale arriva quando Prospero vi rinuncia, rinuncia a usarlo come arma. Ma il potere supremo, pare dirci Shakespeare, è il potere del Teatro. La tempesta è un inno al teatro fatto con il teatro, la cui forza magica risiede proprio in questa possibilità unica e irripetibile di accedere a dimensioni metafisiche attraverso la cialtroneria di una compagnia di comici che calpestano quattro assi di legno, con pochi oggetti e un mucchietto di costumi rattoppati». Ma, anche nell’estremo capolavoro di Shakespeare, il potere mantiene un posto centrale: «Quando ho cominciato a tradurre il testo, a riscriverlo in italiano, mi sono reso conto della sua impressionante forza politica che in questi giorni mi sembra ancora più attuale, perché le guerre sono sempre fratricide. Questa terra è la mia! C’ero prima io! La Palestina, l’Ucraina, il mondo intero, ogni confine, il recinto della nostra villetta a schiera… L’isola di Prospero è il mondo, uno spazio sterminato e minuscolo circondato da un Mediterraneo, ancora oggi pieno di cadaveri, che tutti vogliono conquistare, possedere e distruggere».

Altre informazioni

Traduzione e adattamento Alessandro Serra
Scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra 
Collaborazione alle luci Stefano Bardelli 
Collaborazione ai suoni Alessandro Saviozzi 
Collaborazione ai costumi Francesca Novati 
Maschere Tiziano Fario
Consulenza linguistica Donata Feroldi
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Sardegna Teatro, Festival d’Avignon, MA scène nationale – Pays de Montbéliard in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia, Compagnia Teatropersona


Durata: 105’ senza intervallo

Critica

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