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Il delitto Karamazov

20

Ottobre
Teatro Out Off
Date disponibili
17 gennaio 2023
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12 febbraio 2023

Sinossi

Partire da Dostoevskij per conoscere e analizzare meglio il nostro tempo.
L’idea dello spettacolo è quella di utilizzare l’ultima parte del romanzo: il parricidio è stato compiuto, Fëdor Karamazov è stato ucciso. L’imputato principale è il figlio maggiore Dmitrij.
Il secondo figlio Ivan, al momento del delitto è a Mosca. L’ unico che insiste sull’innocenza di Dmitrij è il fratello più giovane, Alëša.
Ma c’è un personaggio che “complica” la situazione: Smerdjakov, anche lui figlio di Fëdor, frutto di una relazione extraconiugale.
Smerdjakov ascolta soprattutto i discorsi di Ivan, l’intellettuale della famiglia, sulla profonda ingiustizia della creazione. Ivan, ateo convinto, dichiara che se sono possibili, nel nostro mondo, spaventose violenze su creature innocenti come i bambini, allora tanto vale abbandonare ogni morale e ammettere che “tutto è permesso”. Dell’atmosfera di violenza che regna in casa Karamazov si nutre proprio Smerdjakov che, come gli altri fratelli, odia il padre che lo ha sempre umiliato. Ed è proprio lui che decide di ucciderlo con uno stratagemma che lo mette al sicuro.
Ivan, al suo rientro da Mosca, ha tre colloqui con Smerdjakov, e cerca di rendersi conto di cosa sia successo.
Tre colloqui inquietanti, dominati dall’ambiguità, dall’ipocrisia di Smerdjakov, che sconvolgono Ivan. Nel primo Smerdjakov lo convince, con sfacciata sicurezza, della colpevolezza di Dmitrij, nel secondo gli fa balenare la possibilità che egli non sia realmente il colpevole, nel terzo infine dichiara di essere lui l‘assassino materiale, ma di aver agito seguendo le idee di Ivan sulla liceità del delitto, basate sul “tutto è permesso”. Dunque, il vero assassino, in fondo, è Ivan che ha ispirato la sua azione, non lui.
Lo spettacolo inizia dall’istruttoria sul delitto, con le schiaccianti prove contro Dmitrij, ma contemporaneamente porta in primo piano le teorie immorali di Ivan, il “cattivo maestro”, per usare un termine legato a un triste periodo della nostra storia contemporanea. L’attualità del discorso dostoevskiano è tutta concentrata sulla responsabilità delle parole: Ivan Karamazov induce al delitto senza compierlo e si crede innocente fino al momento in cui si rende conto di aver agito, predicando l’immoralità, sulla coscienza altrui in modo devastante.
Può essere interessante, scavando nel testo dostoevskiano, riferire l’ultima parte dei “Fratelli Karamazov” alle responsabilità degli odierni comunicatori politici. Sono coscienti del ruolo che svolgono nella vita sociale e dell’influsso delle loro parole sui cittadini? Come Ivan Karamazov, con i suoi discorsi, ha istigato un delitto, così le parole dei politici, se proferite avventatamente o, peggio, con il fine di strumentalizzare tensioni e passioni, possono scatenare odio e violenza. Ancora una volta, insomma, Dostoevskij, scavando nell’animo umano, ci fornisce una preziosa chiave di lettura per il presente.

Altre informazioni

Drammaturgia Fausto Malcovati, con la collaborazione degli attori e del regista
Costumi Nicoletta Ceccolini
Musiche realizzate dagli allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado del corso di composizione (IRMus)
Scene e video Stefano Sgarella e Lorenzo Loris
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