Uno dei processi più mediatici, discussi ed emblematici del nostro tempo. Come in uno studio sociologico, ci rivela che in una città dell’Europa occidentale perfettamente “normale” – la piccola Mazan, nel sud della Francia, vicino ad Avignone – uomini del tutto “ordinari”, appartenenti a tutte le classi sociali e fasce d’età, possono essere capaci del crimine forse più estremo: lo stupro reiterato di una donna incosciente. Una donna – Gisèle Pelicot – che, tuttavia, sceglie che il processo avvenga a porte aperte: «La vergogna deve cambiare campo». È tempo di spostare il senso di colpa dalla vittima al colpevole.
Portando in scena interrogatori, arringhe e commenti attorno a questo storico dibattimento, Milo Rau e Servane Dècle firmano un potente e politico atto