Cosa resta della morale quando una voce interiore ordina di distruggere ogni legame?
Tratto dal capolavoro di Alberto Moravia, lo spettacolo ci immerge in un’atmosfera borghese gelida e claustrofobica dove la giovane Desideria intraprende un’ascesi negativa per liberarsi dalla sua condizione di “figlia-oggetto”.
Guidata da una Voce enigmatica, la protagonista affronta un duello verbale magnetico e spietato, trasformando il proprio corpo in un’arma contro i tabù della proprietà, della cultura e della religione. In questa riduzione teatrale purissima, la parola si fa bisturi per indagare il vuoto esistenziale e la ricerca di una libertà assoluta.
Un rito scenico perturbante, un’anatomia della ribellione che interroga profondamente il nostro presente.